Non un’auto di lusso, non un guardaroba firmato, non una vacanza ai caraibi: in cima alla lista dei sogni di tutti c’è avere una pancia piatta. Scopriamo come ottenerla con dieta, esercizio e trattamenti estetici come quelli proposti con la piattaforma Endymed.

Secondo un sondaggio effettuato dall’istituto Astra Ricerche, la parte del proprio corpo che gli Italiani odiano di più è la pancia. Gonfia, flaccida, atonica, con maniglie dell’amore, strabordante, la zona addominale è il problema che viene riferito per primo quando si decide di intraprendere un percorso di remise en forme. E non è una criticità espressa esclusivamente da chi è in sovrappeso. Anche chi è magro può, infatti, stoccare più grasso su pancia e fianchi o soffrire di gonfiori addominali che precludono l’armonia della silhouette. La brutta notizia è che, purtroppo, è impossibile avere un dimagrimento localizzato solamente nella zona addominale e per di più, è impossibile ottenere un ventre piatto in poco tempo, ma abbiamo comunque degli ottimi alleati che ci aiuteranno a raggiungere la forma perfetta in modo progressivo con risultati duraturi.

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Perché si forma la pancetta: tutte le possibili cause

Il più delle volte la causa del gonfiore addominale è da attribuire ad un’alimentazione disordinata, ad uno stile di vita non corretto, allo stress prolungato che si traducono in una lentezza del transito intestinale e a fermentazioni del cibo che portano alla formazione di gas. Sul banco degli imputati si presentano per primi i carboidrati, specialmente quelli raffinati ad alto indice glicemico (farine bianche, pasta, pane, dolci, ma attenzione anche a certi tipi di verdura e frutta che contengono, insospettabilmente quantità considerevoli di carboidrati). Non sono affatto trascurabili le intolleranze alimentari, alcune anche gravi come la celiachia, o patologie come la sindrome del colon irritabili o la disbiosi intestinale.  Altre volte la causa è riconducibile alla mera assenza o alla scarsa pratica di attività fisica. Nelle donne due motivi specifici sono la gravidanza e la menopausa.

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Grasso viscerale, il killer silenzioso

Avere un ventre piatto non è solo una questione estetica, ma è soprattutto un principio fondamentale per la nostra salute. Se nelle cosce, nei glutei, nelle braccia, sulla schiena il grasso si deposita appena sotto la pelle, (quello che viene definito comunemente come grasso sottocutaneo), nell’addome si stocca sotto il pannello muscolare arrivando ad avvolgere gli organi (il cosiddetto grasso viscerale). La sua pericolosità è immediatamente percepibile. I due tipi di grasso differiscono sia per il profilo cellulare sia per gli effetti che queste cellule hanno sull’equilibrio del sistema endocrino e sul metabolismo dell’organismo. Gli adipociti bianchi del grasso viscerale rilasciano adipochine (che sono appunto molecole sintetizzate e secrete dal tessuto adiposo) che hanno effetti paracrini ed endocrini. Il loro rilascio fa sì che il grasso viscerale controlli l’appetito ed il bilancio energetico, l’immunità, l’angiogenesi, la sensibilità all’insulina ed il metabolismo lipidico. Se l’aumento volumetrico degli adipociti, causato dall’aumento dei trigliceridi, è considerevole, aumenta anche lo stato infiammatorio dell’organismo, con conseguente aumento della proteina C reattiva, considerata un importante fattore di rischio cardiovascolare. C’è comunque una notizia confortante: il corpo elimina il grasso viscerale in modo continuativo se adeguatamente stimolato.

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pancettaCome eliminare la pancetta con la dieta

Il primo step è quello di quantificare il nostro grasso addominale. I parametri che dobbiamo tenere come punti fermi riguardano la nostra altezza, la nostra età e la circonferenza addominale che non dovrebbe superare i 94 centimetri negli uomini e gli 80 centimetri nelle donne. Con strumenti appositi, tipo una bilancia con impedenzometria, calcoliamo anche la percentuale del nostro grasso corporeo. Negli uomini deve essere di circa il 13-16% per rendere gli addominali visibili. Nelle donne è in media leggermente superiore, intorno al 19-22%.

Banalmente la prima cosa da fare è ridurre l’apporto calorico e creare quello che viene chiamato “deficit”, cioè: ingerire meno calorie di quante se ne consumi. Il deficit deve essere prolungato e costante in modo che il corpo bruci prima l’energia prodotta dai carboidrati e poi vada ad intaccare i grassi accumulati nell’organismo. Si verificherà così una costante e graduale perdita di peso. A tavola prediligiamo prodotti integrali e non raffinati, proteine date da carne bianca, uova e pesce e fibre (sebbene quest’ultime possano creare gonfiori se il transito intestinale non è ben regolato in precedenza). Facciamo attenzione anche al fatto che i carboidrati sono presenti anche nei legumi e nella frutta in quantità abbondanti e anche nella verdura sebbene in quantità più ridotte. Un’altra regola basilare della dieta pancia piatta è di fare cinque pasti al giorno: colazione, pranzo e cena e due spuntini (a metà mattina e a metà pomeriggio) questi ultimi importanti per mantenere attivo il metabolismo e attenuare il senso di fame, scongiurando picchi glicemici.

Gli alimenti da evitare invece sono: i fritti (concessi una o due volte al mese e con moderazione, purché siano fritti bene, con olio extravergine che non deve superare i 170°), gli insaccati e i salumi (tranne bresaola o prosciutto crudo sgrassato una volta a settimana), il sale, da sostituire con spezie ed erbe aromatiche, zucchero bianco, dolci, chewing-gum e caramelle. Per quello che riguarda i dolcificanti artificiali come aspartame e ciclammati il divieto è massimo. Anche xilitolo e mannitolo sono da evitare perché aumentano il gonfiore addominale. Evitare bibite gassate, succhi di frutta, birra e alcool in generale, soprattutto i cocktail. È consentito un bicchiere di vino rosso al giorno in uno dei pasti. Sono concessi tè, tisane e caffè ovviamente non dolcificati.

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Pancia piatta: l’allenamento giusto

Praticare attività fisica in modo costante aiuta tantissimo ad ottenere un ventre tonico e piatto. Ricordiamoci però che allenare solo gli addominali non ci porterà al risultato tanto agognato. L’allenamento più semplice e alla portata di tutti è camminare a passo sostenuto per almeno 30 minuti tutti giorni. La triade corsa, bici, nuoto è sempre molto efficace tenendo conto che bici e nuoto non gravano sulle articolazioni e quindi consigliati se si è in sovrappeso. L’esercizio con pesi a crescere, man mano che irrobustiamo la muscolatura, aiuta a scolpire il corpo e ad avere addominali forti e assottigliare il punto vita. Questo è un allenamento adatto ai principianti perché è possibile adattare il peso al proprio livello individuale creando però un disagio riguardante la crescita muscolare, che fa sì che il peso sulla bilancia all’inizio non cambi. É consigliabile quindi, non salire sulla bilancia, ma misurare la circonferenza addominale.

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Trattamento per eliminare la pancettaPancia piatta con la radiofrequenza Endymed

Questo tipo di radiofrequenza controllata e focalizzata penetra più in profondità, permettendo un riscaldamento volumetrico profondo, che agisce sulla formazione di nuovo collagene e nuova elastina, promotori del rassodamento. Inoltre, consente di agire anche sull’adipocita, riducendone il volume. La piattaforma è dotata di vari manipoli (contour, shaper e mini-shaper), ognuno adatto ad una specifica zona del corpo da trattare. Per ridurre la circonferenza di vita, addome e fianchi useremo il contour, il cui effetto vacuum pulsato modulato, controllato elettronicamente, solleva 15 mm di tessuto con effetto sottovuoto, consentendo una maggiore profondità di riscaldamento (fino a 26 mm) e aumentando significativamente l’erogazione di energia e il riscaldamento volumetrico dell’area trattata, per una penetrazione del calore più profonda e risultati ottimali. Questo manipolo aumenta l’apporto di sangue nelle aree soggette a cellulite e grasso sottocutaneo, mentre la pressione sub-atmosferica creata dall’effetto sottovuoto attiva il sistema linfatico per garantire una rimozione più efficiente dei prodotti di scarto metabolici e la riduzione dell’edema.  Lo shaper può essere utilizzato sia sul ventre sia su cosce e culotte, favorendo un rassodamento e una definizione già visibili dopo 3-4 sedute. Invece, il manipolo più piccolo (mini shaper) è ideale per interno coscia e braccia. Il protocollo standard prevede 8 sedute, di cui le prime 6 sedute ravvicinate a cadenza settimanale e 2 distanziate 15 giorni una dall’altra. Ogni caso comunque è a sé ed è possibile stilare programmi personalizzati ad hoc. I primi risultati sono visibili in alcuni casi anche dalla prima seduta, ma generalmente è dopo 3-4 sedute che possiamo ammirare la potenza e l’efficacia di questa piattaforma. È suggerito un mantenimento mensile o bimensile per mantenere i risultati nel tempo.

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