Sicuramente vi sarete imbattuti anche voi in qualche foto di celebrities ed influencer in versione casalinga intente a sottoporsi ad un trattamento con la maschera LED. Tutte queste immagini quasi fantascientifiche testimoniano quella che è una vera e propria mania di questo ultimo anno. Ma dietro a quella che potrebbe sembrare l’ultimo trend dei beauty tips c’è addirittura la NASA.
È proprio all’ente aerospaziale americano che dobbiamo la scoperta dell’effetto della luce LED (che ricordiamo sta per Light Emitting Diode) sulla pelle.

Ormai più di quarant’anni fa, la NASA condusse alcuni esperimenti nei quali alcuni tipi di piante venivano esposte alla luce con una specifica lunghezza d’onda. Il risultato fu quello di veder crescere rapidamente germogli sani e robusti. Il pensiero degli scienziati è andato subito a come estendere la sperimentazione anche sul corpo umano.

In primo luogo si sperimentò la luce LED per accelerare la guarigione delle ferite che faticavano a rimarginarsi e siccome i risultati furono molto positivi, come per le piante, si cercò di utilizzarla al più presto nella cura di alcuni melanomi.
Infatti proprio come le piante, la nostra pelle, o meglio le cellule della nostra pelle, sono in grado di assorbire la luce e di convertirla in energia (pensiamo del resto cosa succede quando ci esponiamo al sole: cambiamo colore, abbronzandoci).

La medicina estetica non poteva restare indifferente a questi sorprendenti risultati soprattuto dopo che la NASA divulgò i dati sulla crescita produttiva di collagene ed elastina e sull’abbattimento di certi tipi di batteri. Da quel momento la terapia con luce LED ha preso piede diventando uno dei trattamenti più sicuri per il ringiovanimento cutaneo e per la cura di patologie come l’acne.
E se, ancora oggi, fatichiamo a credere che nascondere il viso dietro a maschere dal design futurista che emettono luci colorate come quelle di una fiera di paese, riesca a fermare gli effetti del tempo, dobbiamo ricrederci. A seconda della lunghezza d’onda della luce si va a stimolare una determinata reazione che porta ad effetti differenti sulla pelle. Questa lunghezza d’onda corrisponde ad una colorazione diversa della luce.

Vediamo le più utilizzate:

Luce LED Rossa – la sua lunghezza d’onda è compresa tra i 620 nm ai 700 nm andando da un rosa intenso ad un rosso scuro. È la luce che aiuta a rigenerare i tessuti, quindi li aiuta a guarire più velocemente da ferite e dai danni causati da agenti esterni (compresi quelli provocati dal sole). Stimola la produzione di collagene ed elastina e per questo è indicata come trattamento antiage o a completamento di trattamenti antiage, migliorando il tono complessivo della pelle. Aumenta la capacità di trattenere l’idratazione e, in più, aiuta a rafforzare le pelli deboli ed asfittiche o soggette a problemi di rosacea e rossori dovuti ad una cattiva circolazione.

 

Luce LED Blu – la sua lunghezza d’onda è compresa tra 405 nm e 420 nm. In particolare a 415 nm è adatta alla cura dell’acne essendo in grado di annientare i batteri che la causano e che proliferano nello stato infiammatorio già generato. Antibatterica ed antinfiammatoria, cicatrizzante e ringiovanente.

Luce LED Verde – la sua lunghezza d’onda è di circa 525nm. Dall’effetto calmante e lenitivo è molto efficace su pelli che presentano rossori come la rosacea. Aiuta inoltre a uniformare il colorito quindi è adatta a chi soffre di discromie.

Luce LED Viola – la sua lunghezza d’onda è 660 nm è usata per decontrarre la muscolatura.

Luce LED Gialla – la sua lunghezza d’onda è 590 nm è energizzante e aiuta l’espulsione delle tossine. Favorisce il drenaggio.

La terapia con luce LED oltre ad essere già di per sè un ottimo trattamento, è lo step finale che suggella il successo di ogni seduta di Hydrafacial.