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Vaccino covid e filler

Vaccino anti Covid-19 e filler: ecco le linee guida

Questo articolo è stato redatto con la supervisione scientifica e medica della dottoressa Ilaria Proietti.

L’ansia generata dai vaccini anti covid ha creato una crescente necessità di informazione e saper scindere tra notizie attendibili e fake news è molto difficile. Uno degli ultimi argomenti che ha generato panico è stato quello di una presunta interazione tra il vaccino anti covid e i filler, acido ialuronico o Botox indistintamente.

La notizia

A metà dicembre del 2020 la FDA (Food and Drug Administration) – l’agenzia americana che si occupa di regolamentare i prodotti alimentari e medicinali che vengono immessi in commercio - indica nel suo report “Vaccines and Related Biological Products Advisory Committee December 17, 2020 Meeting Briefing Document” che sono stati segnalati 3 casi di reattività al vaccino Moderna in pazienti che si erano sottoposti a filler con acido ialuronico.

I case report

I casi sono stati riscontranti nell’ambito della sperimentazione di fase tre.

Primo caso: Paziente che si era sottoposto a filler con acido ialuronico nei 6 mesi precedenti la somministrazione del vaccino Moderna.

Reazione: Edema localizzato in sede di inoculo del filler nei 1- 2 giorni successivi alla somministrazione del vaccino

Secondo caso: Paziente che si era sottoposto a filler con acido ialuronico nelle 2 settimane precedenti la somministrazione del vaccino Moderna

Reazione: Edema localizzato nella sede di iniezione del filler nei 1- 2 giorni successivi alla somministrazione del vaccino

Terzo caso: Paziente con precedente storico di trattamenti con filler in periodi non precisati e già precedente reattività manifestata con il vaccino anti-influenzale.

Reazione: Edema labiale nei due giorni successivi alla vaccinazione

A commento di quanto sopra riportato, la FDA afferma:

“...Inserito anche questo caso nel contesto degli eventi avversi di edema del volto che si sono verificati in 2 partecipanti che erano state sottoposte in precedenza ad iniezioni di filler cosmetici, è possibile che l’edema localizzato in questi casi sia dovuto a una reazione infiammatoria da interazione tra la risposta immunitaria dopo vaccinazione ed il filler dermico.”

Tutti e tre i casi sono stati risolti senza esiti dopo terapia con antinfiammatori steroidei e antistaminici

Le reazioni infiammatorie da filler con acido ialuronico

I casi sono apparentemente riconducibili a risposta infiammatoria immunomediata, di tipo ritardato, nei confronti di filler con acido ialuronico.

In tutti i casi le reazioni si sono verificate rimanendo circoscritte alla zona in cui era stata effettuata la terapia iniettiva con acido ialuronico (guance e labbra).

Il sistema immunitario e i vaccini

Come noto, la finalità della vaccinazione è quella di stimolare il sistema immunitario al fine dello sviluppo di specifici anticorpi.

Incidenza

La percentuale di incidenza sul campione oggetto di sperimentazione (30.000 individui) non è però valutabile, in quanto non è noto il numero dei soggetti sottoposti a terapie con filler.

Indicazioni e linee guida

  • Infornare il medico se si è recentemente eseguita la vaccinazione anti covid 19 o se si è in procinto di farla
  • Evitare il trattamento nei 30 giorni antecedenti la vaccinazione
  • Evitare il trattamento nel periodo tra la prima e la seconda dose vaccinale
  • Evitare il trattamento nei 30 giorni successivi la vaccinazione

La pregressa esecuzione di filler non deve rappresentare un freno alla vaccinazione. I rischi legati a covid 19 sono di gran lunga superiori a quelli legati alla vaccinazione

Se si è ricevuto un trattamento filler nei mesi antecedenti la vaccinazione non si deve avere alcuna preoccupazione: le possibilità di avere una reazione infiammatoria in sede di inoculo dei filler sono estremamente basse.

Qualora dovessero insorgere rossore e gonfiore in sede di inoculo di filler dopo la vaccinazione, contattare il medico per iniziare una terapia adeguata. Tutti i casi riportati sono completamente guariti dopo la terapia.

Reazioni infiammatorie - spiegazioni

Gli edemi rientrano fra le reazioni infiammatorie nei confronti dei filler con acido ialuronico: tali reazioni sono determinate da una risposta immunologica all’impianto.

In letteratura si parla di Sindrome ASIA (Autoimmune/inflammatory syndrome induced by adjuvants). La sindrome è causata da una stimolazione acuta o cronica di alta o bassa intensità del sistema immunitario, in grado (in soggetti predisposti) di procurare una reazione infiammatoria localizzata o diffusa.

La complessità riguardo il rilievo di un nesso causale è determinata anche dall’ampia finestra temporale in cui questa sindrome può manifestarsi a seguito dello stimolo: da alcune settimane ad anni.

Inoltre, esiste una forte componente di predisposizione individuale (anamnesi positiva per altri disturbi immunitari/infiammatori, storia di reazione infiammatorie).

Il presupposto è che un evento stimolante il sistema immunitario possa indurre una reazione infiammatoria che coinvolge un impianto o una protesi. Talvolta, l’impianto o la protesi fungono da trigger nell’innescare una risposta di questo tipo, in assenza di un vero e proprio evento stimolante il sistema immunitario al di fuori dell’impianto stesso. Tra i vari elementi in grado di indurre questo tipo di sindrome ci sono i vaccini, protesi mammarie in gel di silicone, impianti cutanei di silicone, impianti cutanei di filler permanenti, semipermanenti e temporanei. Tuttavia, non è noto se una risposta di questo tipo possa verificarsi anche con dei vaccini così innovativi come quelli a RNA della Moderna e della Pfizer. Gli studi relativi alla sindrome ASIA fanno infatti riferimento solo a vaccini con virus attenuato e con conservanti all’interno, mentre quelli a RNA contengono solo eccipienti.

È verosimile che il sistema immunitario attivato dalla vaccinazione possa riconoscere come corpo estraneo l’impianto di filler e determinare una risposta infiammatoria.

La risposta immunologica prescinde dalla tipologia e specificità del vaccino: uno dei casi aveva presentato la medesima reazione con il vaccino antinfluenzale.

Malgrado la bassa presenza di segnalazioni ad oggi riscontrate, si tratta comunque di reazioni di rilevanza clinica classificati dalla FDA come SAEs (Serious adverse Events).

Trattamento reazione avversa

In casi di edema, determinato dalla risposta immunologica stimolata dalla vaccinazione e verificato attraverso attenta anamnesi, applicare il protocollo standard di trattamento delle reazioni infiammatorie non accompagnate da infezione: antinfiammatori steroidei e antistaminici per via generale. Questa stessa procedura terapeutica è stata descritta nel trattamento dei casi riportati dalla FDA.

Conclusioni

Si ritiene che un pregresso impianto di acido ialuronico non possa essere considerato in alcun modo una controindicazione all’esecuzione di vaccino contro il covid-19 e in generale di qualsiasi vaccino.

* Ilaria Proietti MD, PhD UOC Dermatologia 'Daniele Innocenzi' - ASL Latina Sapienza Università di Roma - Polo Pontino


Rosacea, l’infiammazione della pelle che non va trascurata

Cos’è la rosacea? Con quali sintomi si manifesta sulla pelle? Come ci si può curare per guarire? Essendo una dermatite infiammatoria piuttosto diffusa, la rosacea (chiamata anche erroneamente couperose) desta grande attenzione, sia nelle donne che negli uomini. Arrossamenti, acne e ispessimento della pelle sono gli inestetismi più frequenti che questa patologia provoca. Conoscerla aiuta a prevenirla e a difendersi.

Fastidiosi arrossamenti della pelle, antiestetici brufoli sul viso, gonfiore e inspessimento dell’epidermide. La rosacea è una delle patologie dermatologiche più diffuse e più fastidiose, sia per la salute che per l’estetica. Colpisce prevalentemente il volto e per questo risulta piuttosto visibile e invasiva. Curarla, però, è possibile e con metodi molto efficaci. L’importante è adottare le giuste forme di prevenzione, non trascurarla e affidarsi a un medico competente.

Cos’è la rosacea e come si manifesta

Dal punto di vista medico, la rosacea è definita come una dermatite di tipo benigno che si manifesta con arrossamenti, macchie, acne, ispessimento della pelle, vasodilatazione, eccesso di sebo. Detto in altre parole, si tratta di un’infiammazione dell’epidermide, molto frequente soprattutto in chi ha pelli sensibili. I punti maggiormente colpiti sono localizzati nel volto: guance, naso, fronte, contorno occhi. Più raramente, invece, questa infiammazione si espande anche in altre zone del corpo, come collo e torace. Un caso particolare è quello della rosacea oculare, che interessa gli occhi.

Spesso, per indicare la rosacea si usano altri due termini, non propriamente corretti: couperose e acne rosacea. La couperose, in realtà, è solo una fase della patologia, quella che si manifesta attraverso arrossamenti cutanei su guance, naso e fronte. L’acne rosacea, invece, è una delle forme che questa dermatite può assumere, soprattutto in uno stadio più avanzato. Tra l’altro, associare rosacea e acne è fuorviante, perché si tratta di patologie che richiedono trattamenti molto differenti.

I sintomi

“Come faccio a capire se soffro di rosacea?”. Questa è la domanda principale che si pone chi comincia a notare sul suo volto dei segni sospetti. Ovviamente, una diagnosi certa e precisa può essere fatta solo da un medico dermatologo. Conoscere i sintomi di questa infiammazione, però, aiuta a tenere gli occhi bene aperti e a non trascurare i segnali inviati dalla pelle. Le principali manifestazioni sintomatiche della rosacea le sono state già menzionate. Vale la pena, però, riassumerle in modo schematico, per chiarezza.

  • Rossore, a volte accompagnato da bruciore o rigonfiamento
  • Papule (piccoli rilievi della pelle)
  • Pustole (ovvero i comuni brufoli, simili a quelli dell’acne)
  • Vasi sanguigni visibili in superficie
  • Ispessimento della pelle di fronte, mento, guance e naso

Le diverse tipologie

Coma già in parte anticipato, di rosacea ne esistono divere tipologie, che si differenziano per la serietà dei sintomi e per la loro combinazione.

  • Rosacea ETR. Si manifesta con arrossamento del volto e visibilità superficiale dei vasi sanguigni, associati a vampate di calore.
  • Acne rosacea. Tipica nelle donne di mezza età, all’arrossamento associa la comparsa di brufoli, così da apparire simile all’acne.
  • Rosacea rinofima. È una tipologia che solitamente colpisce gli uomini e causa inestetismi più invadenti; provoca, infatti, un aumento di spessore della pelle del naso, che può modificarne il profilo.
  • Rosacea oculare. Anche questa è una patologia prevalentemente maschile e colpisce gli occhi, provocando gonfiore delle palpebre e congiuntivite.

Le fasi dell’infiammazione

Trattandosi di un’infiammazione cronica, nel tempo, la rosacea può attraversare diverse fasi, distinte anche per gravità (ecco perché diagnosticarla in tempo è molto importante). Se ne possono identificare quattro.

  • Pre-rosacea. È l’inizio dell’infiammazione, il momento in cui comincia la dilatazione dei vasi sanguigni superficiali. Il rossore è prima tenue, poi si fa persistente, soprattutto nella parte centrale del viso.
  • Rosacea vascolare (couperose). Al rossore si associa la comparsa di piccoli capillari su naso e guance. Inoltre, si aggiungono gonfiore e sensibilità localizzati.
  • Rosacea infiammatoria. È la fase in cui comincia la comparsa di papule e brufoli.
  • Rosacea avanzata. Tutti i sintomi sono amplificati. Inoltre, può manifestarsi il rinofima, provocato da un’alterazione delle ghiandole del naso e delle guance che producono sebo.

Cause scatenanti e fattori di rischio della rosacea

Chiariti sintomi e decorso della rosacea, è bene accennare qualcosa per quanto riguarda le possibili cause e i fattori di rischio che possono provocarne l’insorgenza. È bene però precisare fin da subito che individuare una causa chiara e specifica della rosacea è praticamente impossibile. Di solito, infatti, le origini dell’infiammazione sono dovute alla connessione di diversi elementi.

Come anticipato, le pelli sensibili sono quelle più esposte a questo tipo di infiammazione. Inoltre, ci sono dei caratteri fisici che rendono maggiormente a rischio: l’età (30-50 anni), la menopausa nelle donne, l’avere pelle, capelli e occhi chiari, oppure aver sofferto di cisti o acne. Allo stesso modo, risulta a rischio chi soffre di disturbi della microcircolazione.

Ci sono, poi, dei comportamenti poco virtuosi che possono avere la rosacea tra le conseguenze: un’alimentazione troppo piccante o speziata, l’eccesso di alcol, l’esposizione al sole senza adeguate creme protettive. Anche lo stress può essere responsabile dell’insorgere dell’infezione, così come le temperature troppo fredde o troppo calde.

Prevenire e curare la rosacea

Guarire dalla rosacea o tenerla sotto controllo è possibile. L’importante è dare il giusto peso alle azioni di prevenzione e soprattutto non trascurarla. Lasciarla degenerare, infatti, le permette di lasciare sul viso segni difficili da eliminare. Vediamo quali sono le possibili cure.

L’importanza della prevenzione

L’elenco dei fattori scatenanti visto nel paragrafo precedente parla chiaro: la prima arma contro la rosacea è la prevenzione. Che significa tenersi alla larga da comportamenti scorretti. Mangiare sano, ad esempio, è il primo consiglio da seguire. Inoltre, è fondamentale utilizzare sulla pelle (soprattutto del viso) solo prodotti cosmetici sicuri e non aggressivi. Controllare le etichette di ciò che si acquista è sempre la cosa migliore da fare.

Cosa mangiare

La rosacea, soprattutto quando assume forme particolarmente aggressive, necessita di terapie e trattamenti medici specifici. Anche curare l’alimentazione, però, può essere un valido supporto. In particolare, a chi è affetto da questa dermatite, è consigliato il consumo di cibi con proprietà antinfiammatorie. Ne fanno parte tutti gli alimenti che contengono Omega 3 (pesce, noci, ecc.) e vitamina B (verdure a foglia verde, latte). Molto utili anche gli yogurt con fermenti probiotici. Viceversa, meglio evitare di consumare troppe bevande calde, come thè, tisane e caffè.

Rimedi naturali

Le considerazioni fatte per l’alimentazione valgono anche per gli altri possibili rimedi naturali contro la rosacea: non sostituiscono il trattamento di medicina estetica, ma possono supportarlo. Ad esempio, contro il rossore possono rivelarsi piuttosto efficaci dei rimedi topici con estratti dalle capacità lenitive, come di thè verde, camomilla o liquirizia.

Trattamento sistemico o chirurgico

Trattandosi di un’infiammazione cutanea, la rosacea può essere trattata mediante antibiotici per via orale, sfruttando le loro proprietà antinfiammatorie. Nei casi più seri, è possibile anche ricorrere al trattamento chirurgico (elettrochirurgia o laser), utile soprattutto per il rinofima e per i capillari.

Trattamento cosmetico: il protocollo professionale rosacea di ZO Skin Health

Trattandosi di una patologia della pelle, però, i trattamenti più indicati per la rosacea sono quelli di tipo dermatologico e cosmetico, purché realizzati utilizzando prodotti professionali e sotto stretto controllo di un medico. ZO, azienda leader a livello internazionale nella skincare, ha ideato degli specifici protocolli per la cura della rosacea, che prevedono diversi step: dalla detersione all’esfoliazione, dal peeling all’idratazione.

Nella linea ZO Skin Health, due sono i prodotti di punta dedicati alla cura della rosacea: Rozatol e Rozatol Accelerated Serum.

Rozatol è un siero normalizzante che riduce il sebo in eccesso responsabile dell’infiammazione. Attraverso un esfoliante enzimatico fornisce un’esfoliazione ultra-leggera, mentre gli aminoacidi supportano il ripristino del microcircolo normale. Contro la rosacea, Rozatol può essere usato anche in abbinamento con il trattamento Hydrafacial.

Rozatol Accelerated Serum, invece, garantisce un’azione multipla, grazie ad un sapiente mix di ingredienti: lattosio, proteina del latte, algina idrolizzata, glicerina ed estratto di frutto di rosa canina. È così che si riesce ad ottenere una diminuzione dell’infiammazione e dei rossori connessi, oltre che il controllo del sebo nei pori e il ripristino di una comunicazione cellulare corretta.


Labbra carnose senza filler o chirurgia: l’innovativo trattamento Perk

Si possono avere labbra rimpolpate anche senza ricorrere alla chirurgia. Ed anche il filler può essere superato, a favore di trattamenti meno invasivi che garantiscono labbra carnose, senza gonfiarle con bisturi o iniezioni. Le labbra sono uno strumento di seduzione ma anche estremamente delicate. È giusto trattarle con accortezza, per essere sempre a prova di bacio.

Da un anno a questa parte le abbiamo celate dietro alla mascherina, ma le labbra restano sempre ai vertici delle richieste di interventi e trattamenti medico-estetici. Simbolo di seduzione per eccellenza, le donne, sin dall’antichità, amano dipingersi le labbra per metterle in evidenza (il primo rossetto risalirebbe al 280 a. C., appartenuto alla regina sumera Shubad). A volte, però, la bocca può essere anche causa di disagio, un po’ per natura (labbra troppo sottili o asimmetriche), un po’ per il passare del tempo (assottigliamento del vermiglio).

Anatomia delle labbra e armonia del viso

Le labbra sono uno dei punti focali dell’estetica di un viso. Possiamo avere occhi pazzeschi e un naso da statua greca, ma se abbiamo labbra inesistenti o troppo pronunciate, o sottilissime, l’armonia del volto risulterà estremamente compromessa. Dalle labbra fuoriescono le parole e attraverso la mimica labiale esprimiamo una varia gamma di emozioni e stati d’animo, arrivando a sostituire con un gesto frasi intere. Per questo, da sempre, sono al centro dell’attenzione dei nostri interlocutori e l’importanza della loro estetica diventa fondamentale.

La conformazione anatomica delle labbra è abbastanza articolata. Se genericamente distinguiamo solamente labbro superiore e labbro inferiore, possiamo entrare nello specifico parlando di vermiglio del labbro superiore e vermiglio del labbro inferiore (le zone pigmentate in varie tonalità di rosa/rosso) e bordo del vermiglio (il contorno labbra). Le labbra sono formate da porzioni di cute, rivestimenti cutaneo-mucosi e mucosa (la parte interna).

I punti di congiunzione delle due labbra, comunemente individuati come angoli della bocca, scientificamente sono chiamati commessure orali. L’arco di cupido, invece, è quel piccolo solco che si trova tra le labbra e il naso ed è rappresentato dalla parte finale della colonna del filtro, cioè lo spazio interposto tra naso e bocca. La sua è una funzione prettamente estetica e la sua accentuazione (naturale o ottenuta tramite filler) ha un estremo potere seduttivo. Ad esso è legato anche uno dei più famosi racconti chassidici della tradizione ebraica: questo solco sarebbe il segno lasciato dal tocco dell’angelo dell’oblio sulle labbra del bambino appena nato che così dimenticherà tutto ciò che ha appreso nel grembo materno sulla Torah e sulle vite precedenti.

Come volumizzare le labbra senza chirurgia

Le labbra sono formate da una complessa struttura muscolare e presentano un’altissima concentrazione di terminazioni nervose e vascolari. Per questo, qualsiasi trattamento “invasivo” può risultare doloroso o estremamente doloroso se non preceduto da applicazione topica di anestetico. Bisogna allora rinunciare ad avere delle belle labbra carnose? Assolutamente no. Le labbra si possono far aumentare di volume anche senza ricorrere alla chirurgia o a trattamenti che prevedono punture. Soprattutto se l’obiettivo è quello di ottenere una carnosità “naturale”, evitando di gonfiare le labbra in modo anomalo e antiestetico. Vediamo tutte le possibilità offerte dalla medicina estetica per migliorare il volume del sorriso, senza bisturi.

Trattamento filler

Ad oggi il filler è la pratica più utilizzata e conosciuta per aumentare il volume delle labbra. Il materiale che viene iniettato tramite ago o cannula flessibile è più o meno riassorbibile (es: acido ialuronico o collagene). Difficilmente si raggiunge l’obiettivo desiderato con una sola seduta. Quindi, se siete in procinto di sottoporvi ad un trattamento di questo tipo, sappiate che potrete avvalervi di qualche ritocchino per arrivare alla perfezione.

Il filler è sicuramente un trattamento traumatico per quanto sicuro e per quanto i suoi effetti postumi siano assolutamente transitori (gonfiore, edemi, ipersensibilità). Per questa ragione, richiede un’approfondita analisi preliminare e alcune accortezze successive (come evitare di truccarsi o di esporsi al sole o al freddo estremo nelle ore successive all’iniezione). Ecco perché la medicina estetica è sempre alla ricerca di metodiche meno “invasive” per raggiungere comunque gli stessi risultati.

Trattamento con sieri e pomate volumizzanti

Sul mercato ci sono una serie di sieri e lip-stick o lip-gloss che promettono di rimpolpare le labbra grazie all’azione di principi chimici e naturali che hanno come effetto reattivo quello di gonfiare le labbra. Alcuni sono a base di acido ialuronico, fido alleato in qualsiasi trattamento di bellezza che svolge un’azione rimpolpante istantanea. Altri contengono un mix di antiossidanti, che contrastano l’invecchiamento cellulare e quindi danno alle labbra un aspetto più sano, turgido e senza screpolature. Altri ancora sfruttano le qualità reattive del peperoncino rosso e della portulaca, che garantiscono un aumento di volume naturale rassodando e ridefinendo i contorni. In ulteriori formulazioni, invece, è il binomio collagene marino e acido ialuronico a garantire labbra con un surplus di idratazione e quindi più piene e dall’aspetto più giovane. Tutti questi prodotti sono innocui dal punto di vista tossicologico e hanno dalla loro parte la ripetitività dell’applicazione che può essere effettuata in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo, senza alcuna precauzione, senza preoccupazioni, in totale sicurezza (a meno che non si sia allergici ai principi attivi in essi contenuti, ma questo vale per qualsiasi preparazione).

 

Trattamento Hydrafacial con Perk

Tra le soluzioni meno invasive, merita una spiegazione a parte il trattamento Perk realizzabile con Hydrafacial. Più volte ci siamo occupati di questo prodotto come leader per l’idrodermoabrasione e ne abbiamo lodato i sorprendenti risultati che si ottengono nella cura di patologie come l’acne, il melasma, l’iperpigmentazione e per attenuare i segni del tempo e le lassità cutanee.

Hydrafacial propone tra i suoi programmi anche un efficacissimo trattamento per la cura e l’aumento di volume delle labbra. Hydrafacial Perk dona labbra rimpolpate, idratate, gentilmente esfoliate. Il booster a disposizione è il Lip Revitalizing Serum contiene estratto di foglie di Aloe che migliorano l’aspetto di labbra secche e disidratate restituendo loro elasticità; estratto di radice di peonia ad azione volumizzante e rimpolpante; vitamine A, C ed E che aumentano il livello d’idratazione e infondono proprietà antiossidanti.

Cosa aspettarsi da un trattamento Hydrafacial con Perk Labbra

Un aspetto naturale e turgido delle labbra. Un aumento di lucidità e morbidezza molto glamour. Un’idratazione che permane per settimane. Un’azione anti-aging anche sulle rughette del cosiddetto “codice a barre” che si formano tra naso e labbro superiore.

Come funziona Lip Perk per Hydrafacial

Lip Perk combina un trattamento da eseguire in studio con un prodotto avanzato da portare a casa per l'uso quotidiano, appositamente progettato per migliorare e prolungare gli effetti di quanto ottenuto con Hydrafacial. Lip Perk utilizza la tecnologia brevettata roller-flex, per rimuovere delicatamente lo strato superficiale di cellule morte e impurità, fornendo contemporaneamente antiossidanti vitali alle labbra. Questa azione esfoliante prepara perfettamente le labbra con ingredienti chiave essenziali come l'acido ialuronico, l'estratto di peonia e l'olio di menta piperita, che rimpolpa donando un seducente “broncio”. Ciò che resta della fiala di siero utilizzata durante il trattamento si trasforma nel tuo prodotto da portare a casa per applicazioni casalinghe per un mese. Continuando ad usare il siero due volte al giorno, per 28 giorni si possono ottenere i migliori risultati possibili.

Posso sottopormi ad Hydrafacial con Perk se ho fatto un filler alle labbra?

Assolutamente! Il trattamento Lip Perk può effettivamente potenziare l'effetto del filler. Con l'iniezione si avrà già una dose di acido ialuronico nelle labbra. L'acido ialuronico contenuto nel siero Lip Perk verrà attratto dall'acido ialuronico già presente nelle labbra, aggiungendo un effetto più volumizzante.

Labbra da baciare non necessitano di iniezioni

Il trattamento Hydrafacial Perk in soli 10 minuti vi farà ottenere labbra seducenti, morbide, piene, lisce, dai contorni definiti e dal colore invidiabile con risultati che perdurano per alcune settimane.


pepe di sichuan

Effetto botox con il pepe di Sichuan

Il pepe di Sichuan è una spezia eclettica che può aiutare anche nella quotidiana skincare. Dalla cucina fino alla cosmetica, passando per la farmaceutica, questo ingrediente speciale (che con il pepe ha in comune solo l’aspetto) ha la capacità di placare infiammazioni e irritazioni. Scopriamo insieme tutti i segreti del pepe di Sichuan.

Dalla cucina alla farmacia, le diverse applicazioni del Pepe di Sichuan

Se siete dei raffinati gourmet, conoscerete, già, sicuramente il pepe di Sichuan. Questa spezia, originaria della regione cinese a cui deve il nome, in realtà non ha a che fare con il pepe, se non per il fatto che la sua bacca ne ricorda i grani. Noto anche come “Albero del mal di denti”, lo Zanthoxylum alatum ha numerose proprietà farmacologiche e cosmetiche.

Uso culinario

Dal sapore piccante. che dà la sensazione di elettrificare la bocca (il cosiddetto effetto tingling indotto dalla presenza della alchilamidi), il pepe di Sichuan ha un retrogusto di limone. A contrario del pepe classico, non ne vengono utilizzate le bacche bensì i gusci che le contengono che, una volta tostati, vengono macinati. Spesso utilizzato assieme allo zenzero e all’anice stellato, il pepe di Sichuan viene aggiunto a fine cottura a piatti a base di pesce e pollame, mentre con aglio e cipolla va ad aromatizzare le carni di maiale. Inoltre, può essere cosparso sulle melanzane fritte e, infuso in olio, viene utilizzato come tocco finale sulle zuppe o nella preparazione dei tagliolini fritti nel wok.

Uso farmaceutico

Dalle rinomate proprietà antipruriginose, il pepe di Sichuan è utilizzato sotto forma di estratto oleoso come antidolorifico a livello cutaneo, come antispasmodico e per la cura del mal di denti. Viene impiegato come insetticida naturale efficace contro le zanzare, anche quelle portatrici di malaria. Sotto forma di spray, invece, è un valido alleato per alleviare i fastidi post puntura di insetto, essendo in grado di calmare il prurito in breve tempo. Infine, in associazione al Tea Tree è utile in casi di vaginosi, attenuando prurito ed infiammazione.

Il Pepe di Sichuan come alleato per la cura della pelle

Nell’INCI dei prodotti lo troverete spesso indicato come Zanthoxylum bungeanum, ma non è altro che il nostro pepe di Sichuan, un valido alleato nelle routine di skincare. Usato nelle adeguate formulazioni, è perfetto per la pelle sottoposta a varie fonti di irritazione (pensiamo alla depilazione, all’esposizione al sole o a soluzioni chimiche come le tinture). Il suo estratto dalle proprietà lenitive è usato per la composizione di sieri per il viso calmanti e anti-arrossamento. Inoltre, è tollerato in modo ottimale dall’uomo in uso topico, non riscontrando alcuna interazione con altri principi attivi.

siero Radical Night Repair
Radical Night Repair

La scoperta più recente e interessante, però, è la sua interazione con la contrazione muscolare a livello sottocutaneo, che riesce a inibire in modo transitorio e quindi a mimare l’effetto della tossina botulinica, senza tutte le implicazioni che il trattamento botox comporta. Il pepe di Sichuan, quindi, aiuta a distendere le rughe e ad aumentare l’elasticità cutanea.

Il siero e lo stick di Zo Skin Health con pepe di Sichuan

Anche i laboratori ZO Skin Health annoverano lo Zanthoxylum bungeanum tra i principi attivi utilizzati in alcune delle formulazioni proposte nei protocolli anti-Age e anti-acne.

Radical Night Repair, prodotto leader nella lotta all’invecchiamento, presenta, oltre ad una buona dose di retinolo, il pepe di Sichuan nella sua composizione. Grazie anche ad esso, questo siero rassoda la pelle, svolge una funzione anti-irritante e va a lenire e calmare la pelle sensibilizzata e infiammata, in associazione agli altri ingredienti uniforma le iper-pigmentazioni superficiali e dona una potente protezione antiossidante che va a prevenire i futuri danni causati dall’invecchiamento.

Nella formulazione di Correct + Conceal, lo stick colorato mirato a nascondere i segni dell’acne, l’estratto di pepe di Sichuan fornisce rapido sollievo al disagio dovuto dalla presenza di brufoli.

Correct + Conceal
Correct + Conceal

Microneedling, come avere un viso giovane e fresco senza filler e botox

Il microneedling è un trattamento molto versatile per la salute della pelle (soprattutto del viso). Viene utilizzato da tempo sia in ambito medico che estetico. Una pratica di skincare che ha conquistato vip e celebrities per la sua efficacia e per la sua rapidità. Non tutti, però, sanno davvero cos’è il microneedling. In questo articolo, vedremo come funziona e quali sono benefici e controindicazioni di questo trattamento.

Microneedling. Un termine che immediatamente suscita timore, se non altro per la presenza della parola “needle” (ago in inglese) al suo interno. Diciamo con sincerità: a nessuno piace essere punzecchiato, neanche ai più grandi e ai più coraggiosi. Così, dopo mille ricerche su Google, mille domande ad amiche ed amici che già si sono sottoposti a questo tipo di trattamento, ci rassicuriamo sulla sua innocuità e ci decidiamo a contattare un medico. Superata la paura degli aghi, il microneedling è in realtà uno dei trattamenti più praticati negli studi di medicina estetica.

Cos’è il microneedling e a cosa serve

Cominciamo andando a vedere nel dettaglio di cosa si tratta. Il microneedling è un trattamento di ringiovanimento della pelle non invasivo. Negli ultimi anni è diventato davvero molto richiesto data la sua efficacia. Consiste in micro-perforazioni della cute effettuate con un macchinario fornito di testine monouso con aghi sottilissimi che creano tantissimi microtraumi. La pelle reagisce attuando una auto-riparazione dell’organismo, producendo collagene e accelerando il turnover cellulare. Quindi, il risultato che si ottiene con il trattamento di microneedling è un visibile ringiovanimento dell’aspetto. Con una sola seduta si avrà la produzione di nuovo collagene e nuova elastina e il rilascio di fattori di crescita, ottenendo come effetto un viso rassodato e senza segni lasciati dal tempo o da infiammazioni.

Un trattamento ideale per cicatrici da acne, rughe e alopecia

Le possibili applicazioni del microneedling per il viso sono molteplici: dalla cura delle cicatrici da acne (tutti i tipi di acne), alla minimizzazione delle rughette, alla riduzione dei pori dilatati, alla correzione della pigmentazione cutanea. Recenti sono anche gli utilizzi del microneedling per i capelli. Si è rivelato utile, infatti, per trattare alopecia androgenetica e alopecia areata e per promuovere una sana crescita dei capelli.

Scopri come avere capelli forti

Controindicazioni

Il microneedling è controindicato a chi soffre di patologie che rallentano la coagulazione del sangue, a chi è in cura con fluidificanti del sangue e a chi è a rischio di infezioni frequenti.

Come funziona il trattamento dì microneedling

Prima di tutto, è bene sottolineare che durante il trattamento di microneedling non si avverte dolore. Gli aghi si muovono molto velocemente e ad una profondità che non produce alcun senso di perforazione.
Finita la seduta, il viso appare arrossato e sensibile al tatto come quando si prende una scottatura con il sole dell’estate. Il giorno seguente, o in alcuni casi anche nelle 48 ore successive il trattamento, è quindi consigliato non esporsi al sole e possibilmente anche truccarsi per non interferire nel processo di autoguarigione della pelle. Dopo circa due giorni la pelle sarà completamente nuova, con un colorito più uniforme, più compatta e radiosa, come se avessimo usato un filtro di Instagram.

Quante sedute sono consigliate?

Il trattamento solitamente non si esaurisce in un’unica seduta, sebbene già dopo solo una volta la pelle appare visibilmente migliorata. L’ideale sarebbe sottoporsi a sedute costanti nel tempo, ma distanziate di almeno 4 - 6 settimane una dall’altra, a seconda dei casi. Ma anche solo un trattamento a stagione regala nuova freschezza al viso.

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SkinPen per Microneedling, la novità firmata Enermedica

New entry tra i prodotti proposti da Enermedica, SkinPen è il primo dispositivo di microneedling autorizzato dalla Food and Drug Administration degli Stati Uniti. Ideato dall’azienda statunitense Crown Aesthetics, è uno strumento molto sicuro, dotato di testine monouso, equipaggiate con 14 aghi in acciaio inossidabile. Perfetto per il ringiovanimento del viso, questo innovativo strumento di Enermedica può essere utilizzato anche per tutto il corpo. Per vedere i primi risultati, sono sufficienti 30 minuti di trattamento.

I risultati del microneedling con SkinPen: prima e dopo

Vuoi provare il trattamento di microneedling con SkinPen? Ecco tutti i centri medici dove farlo


Peeling chimico al viso

Peeling al viso, è il momento di cambiare pelle

Il peeling del viso, negli anni, si è trasformato da semplice trattamento estetico a delicata procedura medica. Un peeling efficace deve essere eseguito con i prodotti giusti e sotto stretto controllo medico. Scopriamo tutti i segreti per ottenere un viso fresco, ringiovanito e tonico senza ricorrere al bisturi. 

Avere la pelle liscia come una pesca è sempre stata l’ossessione beauty per eccellenza sin da tempi remoti. Già gli antichi egizi preparavano quelli che possiamo considerare gli antesignani del peeling: miscele di oli essenziali, sale e miele associati a piante aromatiche utilizzati, appunto, per levigare la pelle. Ne abbiamo addirittura alcune formule nel “Papiro di Ebers”, lungo più di 20 metri, che è da considerarsi tra i primi compendi di medicina. In età romana erano celeberrimi i bagni nel latte d'asina di Poppea, seconda moglie di Nerone, che più che essere vero e proprio latte, era latte inacidito che, con la sua azione, rendeva la pelle setosa.

Dobbiamo però arrivare alla fine del 1800 prima che il trattamento peeling venga applicato ufficialmente in dermatologia. Fu il dottor Paul Gerson Unna nel 1882, tedesco di Amburgo, a studiare le proprietà desquamanti di acidi come l'acido salicilico e gli alfa-idrossiacidi, acido glicolico, lattico, mandelico. Questi suoi studi vennero poi implementati e resi fruibili su larga scala negli anni ‘70 del ‘900 dai dermatologi Van Scott, Yu e Murad, fino ad arrivare al dottor Zein Obagi, pioniere di soluzioni avanzate di skincare basate sulla sua filosofia di creare una pelle sana, anche attraverso l'uso di vari tipi di peeling tra i quali l’ Obagi Blue Peel, che gli ha fatto conquistare fama a livello internazionale come autorità leader nel campo della salute e del ringiovanimento della pelle. In Italia l'approvazione dei trattamenti a base di acidi arriva solo nel 1993.

Cos’è il peeling chimico al viso e a cosa serve

Con il termine peeling si intende un trattamento chimico che promuove il turnover cellulare attraverso l'eliminazione di cellule morte, desquamazione ed esfoliazione più o meno profonda.

Possiamo distinguere tre tipi di peeling:

  • Peeling superficiale
  • Peeling medio
  • Peeling profondo

Il peeling chimico è un trattamento prettamente per il viso, che può essere esteso in alcuni casi al décolleté. Per il corpo, solitamente, vengono utilizzati con maggior frequenza gli scrub, la cui funzione esfoliante è affidata per lo più all'azione meccanica di sfregamento dei cristalli di sale o zucchero sulla pelle.

Benefici e controindicazioni

I peeling vengono effettuati per stimolare e ravvivare le pelli con texture grossolane, aspetto opaco, con macchie solari, macchie dovute all'età o di origine ormonale. Inoltre, risulta molto utile per trattare cicatrici post acne, per curare l'acne, per migliorare l'aspetto di rughe e linee sottili, per minimizzare l'aspetto di pori dilatati e per migliorare il turgore del viso.

Al contrario, invece, i peeling sono controindicati a chi soffre di allergie verso i principi attivi in essi utilizzati. Inoltre, il peeling deve essere effettuato su pelli intatte e non abrase.

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Esfoliazione peeling viso
Esfoliazione dopo un trattamento di peeling del viso

Quanto dura l’effetto sulla pelle?

La durata degli effetti del peeling dipende dall’attenzione con cui ci si prende cura della pelle dopo il trattamento. A complemento di ogni procedura di peeling al viso, la linea ZO Skin Health propone un’ampia gamma di prodotti adatti ad ogni problematica cutanea, per poter prolungare nel tempo i risultati ottenuti con il trattamento eseguito in studio.

Il peeling come trattamento medico

Nella metodica del dottor Zein Obagi, i peeling sono inseriti nei protocolli professionali da eseguire in studio dal medico o da eseguire a domicilio sotto stretto controllo medico.

GBL Enzymatic Peel - Reflection

Il peeling più leggero proposto dalla linea ZO Skin Health è quello ottenuto con l'utilizzo di Enzymatic Peel, una lozione delicata che promuove il rinnovo cellulare senza esfoliazione visibile. A base di papaina, bromelina e acido glicolico, rafforza la funzione barriera della pelle.

Sempre tra i peeling superficiali, Obagi propone lo “Stimulator Peel”, senza tempo di recupero è chiamato familiarmente “peeling della pausa pranzo”. Adatto a tutti i tipi di pelle, contiene acido lattico, acido citrico, acido glicolico e acido gallico. Uniforma il colorito e rende l'incarnato luminoso.

Il 3 Step Peel è un peeling un po’ più complesso, di media/intensa profondità ma facilmente gestibile e molto sicuro, che dà risultati ottimi nella cura dell'acne e di varie forme di iperpigmentazione. Contiene acido salicilico, TCA (acido tricloroacetico), acido lattico e retinolo. Questo peeling richiede alcuni giorni di recupero (dai tre ai sei)

Il Controlled Depht Peel, più noto come “Blue Peel” è un peeling profondo che fa ottenere i massimi risultati in fatto di rassodamento della pelle del viso, uniformazione del colorito, trattamento di cicatrici da acne. Si esegue sotto sedazione e comporta una decina di giorni di recupero.

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Peeling viso prima e dopo

Un esempio di effetti benefici di un trattamento di peeling chimico sulla pelle di una donna.

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Conclusioni

Quando decidete di sottoporvi ad un peeling, chiedete sempre consiglio al vostro medico estetico o al vostro dermatologo, anche la procedura più semplice potrebbe andare a sensibilizzare ulteriormente la vostra pelle, quindi evitate assolutamente il fai da te.


Aloe: panacea tra mito e realtà

L’Aloe è forse il rimedio più trasversale che conosciamo.
Utile per curare vari disagi dell’apparato digerente (dalla gastrite, ai problemi al fegato, alla stipsi, alla colite ...) afte orali, concorre a stabilizzare i livelli di insulina, grazie all’altissimo contenuto di vitamine coadiuva il sistema immunitario nelle sue funzioni.
Ma i suoi usi più largamente noti sono quelli a livello cosmeceutico.

Noto anche come “il bastone del cielo”, “il dono di Venere”, “pianta dell’immortalità”, “il  guaritore silenzioso”, “il medico in vaso”, l’aloe era già utilizzato in tempi remoti in tutte le latitudini del mondo.

Oltre 1750 anni a.C. i Sumeri ce ne hanno dato notizia riportandone su tavolette d’argilla i molteplici usi terapeutici. Gli antichi egizi nel 1550 a.C. ne hanno parlato nel “Libro di Medicina” portando l’attenzione sulle sue proprietà lenitive in caso di infezioni o lesioni della pelle, oltre che a enumerarlo tra gli ingredienti di vari medicamenti.

Anche la medicina Ayurvedica, la cui notorietà risale al IV sec. a.C., cita l’aloe, chiamata Mussabar, per l’eliminazione di parassiti, per curare problemi gastrointestinali, come tonico, e nella preparazione di unguenti per problemi dermatologici.

In arabo si pronuncia in modo che il significato sia sostanza brillante.

Ne troviamo menzione anche nel Vangelo scritto da Giovanni che lo menziona tra gli unguenti usati per profumare il corpo di Gesù dopo la sua morte.

In zone in cui l’aloe nasce spontaneo da sempre come il Messico e in generale tutta l’America centro meridionale, le sue virtù vennero tenute segrete per secoli.

Un simile rimedio non poteva passare inutilizzato anche nella medicina e nella cosmesi e quindi anche il Dottor Zein Obagi ha inserito l’aloe tra i componenti di alcuni prodotti della sua linea ZO Skin Health soprattutto con finalità lenitive. In EXFOLIATION ACCELERATOR la sua presenza svolge un’azione antinfiammatoria e aiuta a lenire la pelle, a favorirne la guarigione. In ALOE HYDRA MASSAGE GEL & MASQUE rende il prodotto ideale per tutti i tipi di pelle in particolar modo migliora il comfort delle pelli sensibili e aiuta a placarne la reattività riducendo rossori e irritazioni, fornendo e trattenendo idratazione e nutrimento e può essere usata come gel per un massaggio post trattamento. Finendo con la BRIGHTENING MASQUE, maschera illuminante adatta ad ogni tipo di pelle ripristina l’idratazione e riduce le infiammazioni calmando la pelle.

Una leggenda degli indiani d’America vuole che la fonte dell’eterna giovinezza fosse collocata nei pressi di tre giganti piante di Aloe, nel cui succo ci si immergeva per restare per sempre giovani e in salute. Un motivo eccellente per inserirlo nella nostra dieta e nella nostra skin care routine.


Su la maschera! La luce Led tra beauty e High - Tech

Sicuramente vi sarete imbattuti anche voi in qualche foto di celebrities ed influencer in versione casalinga intente a sottoporsi ad un trattamento con la maschera LED. Tutte queste immagini quasi fantascientifiche testimoniano quella che è una vera e propria mania di questo ultimo anno. Ma dietro a quella che potrebbe sembrare l’ultimo trend dei beauty tips c’è addirittura la NASA.
È proprio all’ente aerospaziale americano che dobbiamo la scoperta dell’effetto della luce LED (che ricordiamo sta per Light Emitting Diode) sulla pelle.

Ormai più di quarant’anni fa, la NASA condusse alcuni esperimenti nei quali alcuni tipi di piante venivano esposte alla luce con una specifica lunghezza d’onda. Il risultato fu quello di veder crescere rapidamente germogli sani e robusti. Il pensiero degli scienziati è andato subito a come estendere la sperimentazione anche sul corpo umano.

In primo luogo si sperimentò la luce LED per accelerare la guarigione delle ferite che faticavano a rimarginarsi e siccome i risultati furono molto positivi, come per le piante, si cercò di utilizzarla al più presto nella cura di alcuni melanomi.
Infatti proprio come le piante, la nostra pelle, o meglio le cellule della nostra pelle, sono in grado di assorbire la luce e di convertirla in energia (pensiamo del resto cosa succede quando ci esponiamo al sole: cambiamo colore, abbronzandoci).

La medicina estetica non poteva restare indifferente a questi sorprendenti risultati soprattuto dopo che la NASA divulgò i dati sulla crescita produttiva di collagene ed elastina e sull’abbattimento di certi tipi di batteri. Da quel momento la terapia con luce LED ha preso piede diventando uno dei trattamenti più sicuri per il ringiovanimento cutaneo e per la cura di patologie come l’acne.
E se, ancora oggi, fatichiamo a credere che nascondere il viso dietro a maschere dal design futurista che emettono luci colorate come quelle di una fiera di paese, riesca a fermare gli effetti del tempo, dobbiamo ricrederci. A seconda della lunghezza d’onda della luce si va a stimolare una determinata reazione che porta ad effetti differenti sulla pelle. Questa lunghezza d’onda corrisponde ad una colorazione diversa della luce.

Vediamo le più utilizzate:

Luce LED Rossa - la sua lunghezza d’onda è compresa tra i 620 nm ai 700 nm andando da un rosa intenso ad un rosso scuro. È la luce che aiuta a rigenerare i tessuti, quindi li aiuta a guarire più velocemente da ferite e dai danni causati da agenti esterni (compresi quelli provocati dal sole). Stimola la produzione di collagene ed elastina e per questo è indicata come trattamento antiage o a completamento di trattamenti antiage, migliorando il tono complessivo della pelle. Aumenta la capacità di trattenere l’idratazione e, in più, aiuta a rafforzare le pelli deboli ed asfittiche o soggette a problemi di rosacea e rossori dovuti ad una cattiva circolazione.

 

Luce LED Blu - la sua lunghezza d’onda è compresa tra 405 nm e 420 nm. In particolare a 415 nm è adatta alla cura dell’acne essendo in grado di annientare i batteri che la causano e che proliferano nello stato infiammatorio già generato. Antibatterica ed antinfiammatoria, cicatrizzante e ringiovanente.

Luce LED Verde - la sua lunghezza d'onda è di circa 525nm. Dall’effetto calmante e lenitivo è molto efficace su pelli che presentano rossori come la rosacea. Aiuta inoltre a uniformare il colorito quindi è adatta a chi soffre di discromie.

Luce LED Viola - la sua lunghezza d’onda è 660 nm è usata per decontrarre la muscolatura.

Luce LED Gialla - la sua lunghezza d’onda è 590 nm è energizzante e aiuta l’espulsione delle tossine. Favorisce il drenaggio.

La terapia con luce LED oltre ad essere già di per sè un ottimo trattamento, è lo step finale che suggella il successo di ogni seduta di Hydrafacial.

 


Avena: il cereale cosmetico

Avena: il cereale cosmetico

Si dice che sia stato, assieme al miele, uno dei primi “cosmetici” già utilizzato nell’antichità da Egiziani e Romani. L’avena è un vero e proprio tesoro che la natura ci ha messo a disposizione sia per il nostro benessere che per la nostra bellezza.

Questo diffuso cereale ha un altissimo contenuto proteico a fronte di un basso apporto di zuccheri, che ne fa un cibo adatto ad ogni regime dietetico, anche ad uno restrittivo o specifico per patologie come il diabete o la celiachia (data la sua alta tollerabilità sebbene contenga glutine).
Le sue fibre solubili svolgono una funzione regolarizzante dell’intestino, eliminando così le scorie che ci intossicano; il  potassio supporta la funzione muscolare (anche del cuore) e contrasta l’effetto negativo prodotto dagli eccessi di sodio, i suoi grassi insaturi (acido linoleico in primis) tengono a bada i livelli del colesterolo e la quasi totalità delle vitamine del gruppo B vanno ad arricchire il suo già grande potere benefico sul nostro organismo.

Ma è l’alta concentrazione di vitamina E che fa dell’avena un vero e proprio prodotto antiage, quest’ultimo effetto è dovuto anche alla presenza nei suoi chicchi di particolari polifenoli chiamati avenantramidi (unici tra i cereali) che hanno un potere antiossidante 30-40 volte superiore agli altri antiossidanti fenolici e con proprietà lenitive, calmanti.

Stesse proprietà che hanno i betaglucani, sostanze contenute nei chicchi, che rafforzano la pelle formando su di essa una specie di “pellicola” creando una barriera contro gli attacchi degli agenti esterni e al contempo calmano e leniscono le irritazioni. Un’altra qualità degna di nota dell’avena è il suo essere ipoallergenica, il che la rende tollerabile anche ai soggetti con pelle molto, molto sensibile come, per esempio i neonati.

L’avena, in più, contiene le ‘saponine’, dei veri e propri detergenti naturali. Per avere una pelle liscia e setosa, regaliamoci ogni settimana un bagno all’avena nel quale potremmo immergere anche i capelli, facendone trarre giovamento sia alla chioma che al cuoio capelluto che guarirà di ogni irritazione senza alcun effetto oleoso.

Il dottor Zein Obagi e la sua equipe medica non potevano lasciarsi scappare un ingrediente così versatile e ricco come l’avena da inserire nella formulazione di alcuni prodotti della linea ZO Skin Health. Nella sua forma “colloidale” (un tipo di farina che si ricava macinando molto finemente l’avena) è il principale componente di Hydrating Crème, l’emulsione idratante universale leggera e senza retinolo e che aiuta il processo di guarigione nel post procedura, quando la pelle è compromessa, disidratata, irritata e pruriginosa. Inoltre stimola la produzione di acido ialuronico e la proliferazione cellulare per velocizzare il risanamento. Ideale per eczema e dermatite atopica.
Renewal Crème contiene estratto di semi di avena sativa ed è il prodotto ideale per riportare l’idratazione al suo stato naturale , riducendo rughe e linee sottili, tonificando, rassodando e levigando la pelle.

Una curiosità: l’avena è certificata come ingrediente protettivo della pelle dalla Food and Drug Administration (FDA) dal 2003, considerando così l’avena un vero e proprio cosmetico naturale per la bellezza della pelle e dei capelli oltre ad essere un ottimo ingrediente dalle proprietà terapeutiche inserito nei regimi di sana alimentazione.


Da incubo dell’infanzia a ingrediente di bellezza: ecco l’estratto di broccoli

Non sono proprio il comfort food per eccellenza, ma la loro composizione ricca di minerali, fibre e vitamine, fa dei broccoli un cibo che dovremmo consumare quotidianamente.

Dall’alto potere saziante, poco calorici, hanno un grande potere antiossidante e quindi sono un prezioso ingrediente anche per la nostra bellezza. Il sulforafano in essi contenuto inibisce i geni responsabili dell’invecchiamento cellulare.

Solo da alcuni anni l’estratto di broccoli è assurto agli onori della cronaca per la grande resa che ha nella formulazione di cosmetici e cosmeceutici.
Questo estratto ha una grande efficacia nutriente e idratante, grazie all’alta percentuale di vitamina A, vitamina C e vitamina K. In più il calcio e gli omega 9 e omega 6 completano la formula di questo succo di bellezza.

Analizziamole una per una.
La vitamina A non solo è un potente antiossidante, ma aiuta a contrastare gli effetti dell’invecchiamento cutaneo sopratutto quello indotto dagli agenti inquinanti esterni. L’estratto di broccolo è utile sia alla pelle giovane, sia a quella matura, dato che rigenera le cellule, le protegge e ne stimola la riproduzione.
La vitamina C stimola la biosintesi del collagene, che garantisce la morbidezza, l’elasticità e il turgore della pelle. Senza tralasciare l’attività schiarente svolta dall’acido ascorbico che fa dell’estratto di broccoli un siero antimacchia, che si può utilizzare anche d’estate sotto il sole (sempre applicando sopra la crema con protezione solare). Il potere antisettico invece è di grande aiuto nella cura dell’acne.

I laboratori di ricerca che hanno dato vita alla linea ZO Skin Health ideata dal dottor Zein Obagi, non potevano lasciarsi scappare un tale ingrediente. Ed ecco che l’estratto di broccoli è presente nella formulazione di Wrinkle + Texture Repair, prodotto leader nella lotta alle rughe e alla perdita di tono, sfruttando quindi la stimolazione della produzione di collagene. Anche Enzymatic Peel ne contiene una buona dose, esaltandone le proprietà schiarenti e lenitive. Funzioni lenitive contenute anche in Pomatrol, ideale per la cura della pelle nel post procedura.

E se da bambini la parola “broccoli” era un supplizio, ora sappiamo che se volgiamo riavere lo stesso incarnato di quando eravamo disgustati da questa “simpatica” verdura, non possiamo esimerci dal mangiarne un bel piatto a pranzo o a cena.